Il reparto, attivo da oltre 25 anni, è accreditato per il trattamento riabilitativo delle dipendenze ed opera sia a livello degenziale che ambulatoriale.

Al ricovero ospedaliero, che dura mediamente 30 giorni, possono accedere tutti gli utenti del SSN con problemi legati all’uso di alcol, sostanze stupefacenti, ludopatia, abuso di farmaci e nuove dipendenze per i quali è ritenuto opportuno tale tipo di trattamento. L’indicazione al trattamento avviene nell’ambito di un primo colloquio valutativo - motivazionale (ricoveri programmati) cui partecipano anche i famigliari.

L’équipe multiprofessionale permette una presa in carico complessiva del paziente dipendente e della sua famiglia; le competenze medico-sanitarie, psicologiche ed educative concorrono al percorso riabilitativo integrandosi nelle diverse attività proposte.

Il Servizio è organizzato in modo da essere il meno affine possibile ad un reparto ospedaliero tradizionale, quanto piuttosto ad una casa; i colori scelti per le pareti e per gli arredi rendono l’ambiente accogliente e caldo, proprio per favorire la sensazione di essere in un luogo in cui ci si possa sentire a proprio agio.

L’organizzazione della giornata riabilitativa prevede un coinvolgimento in prima persona degli ospiti nell’organizzazione delle attività e nel riordino dei locali. Ciò è fatto espressamente per sottolineare la necessità di acquisire responsabilità.
Grande rilevanza viene data all'aspetto della corporeità sia attraverso la strutturazione di attività psicomotorie che attraverso l'attività sportiva quotidiana.

La quotidianità vissuta nel gruppo permette di avere un bagaglio di esperienza condivisa che offre spunti infiniti di osservazione e riflessione. Tutto questo patrimonio viene utilizzato come fattore diagnostico e progettuale ma anche come costante occasione terapeutica ed educativa.

Il trattamento in ambulatorio permette la presa in carico del paziente in continuità anche attraverso la partecipazione ai gruppi terapeutici e di auto-mutuo aiuto attivati sul territorio.

La struttura, non distante dall'ospedale S. Marta, è accreditata per la fase di reinserimento post ricovero.
Il progetto nasce dalla necessità di consentire ad alcuni giovani con diagnosi alcolismo, co-dipendenza e ludopatia il raggiungimento di un grado ottimale di benessere relazionale, di autonomia abitativa e lavorativa.
La continuità terapeutica è garantita dalla presenza degli educatori, dalla presa in carico individuale di un medico dell'U.O. di Riabilitazione delle Dipendenze e dalla partecipazione al gruppo settimanale di psicoterapia.

Gli ospiti vengono supportati nella ricerca del lavoro, utilizzando tutte le agenzie pubbliche e private che il territorio mette a disposizione, in quanto il progetto prevede che la quotidianità sia quella di ogni ragazzo normalmente inserito nel proprio contesto socio-relazionale.

Il gruppo di pari, supportato dagli educatori, sperimenta la dimensione del divertimento non mediato dall'uso di sostanze, ricerca una nuova modalità di relazione sana, improntata al confronto franco e diretto, alla mutualità ed alla condivisione.
A termine percorso i giovani pazienti vengono aiutati a trovare la soluzione abitativa più consona ed accompagnati nella fase di reinserimento.

Gli obiettivi specifici del progetto sono:

  • rispondere ai bisogni rilevati durante il lavoro presso l'U.O.di Riabilitazione delle Dipendenze;

  • acquisire una chiara visione delle proprie motivazioni;

  • sperimentare relazioni sane;

  • vivere la piacevolezza senza l'utilizzo di sostanze;

  • acquisire la competenza nel formulare scelte secondo criteri di priorità;

  • ricercare e mantenere un lavoro in regola;

  • sperimentare la capacità di vivere in autonomia e nel rispetto degli altri.

Da oltre 10 anni, il Servizio si occupa di persone con problemi di gioco d'azzardo, individuando percorsi specifici e impostando un progetto terapeutico a breve, medio e lungo periodo.

Nel trattamento della ludopatia, viene dedicata particolare attenzione alla gestione del denaro, stimolando una maggiore consapevolezza nelle scelte di consumo quotidiano e nel risanamento dei debiti contratti nel periodo precedente al ricovero.
Il ripristino dei ruoli famigliari e la ricostruzione dell'identità sociale in chi ha vissuto questo tipo di problematiche, trae un importante contributo dalla terapia di gruppo proposta nel trattamento residenziale e dal prosieguo del trattamento ambulatoriale che prevede la partecipazione a gruppi di auto-mutuo aiuto.

L'équipe psico-educativa, lavora a stretto contatto con l'Ufficio di Protezione Giuridica con il quale attiva la richiesta di Amministratore di sostegno, quando indicato.

Quando il gioco diventa una patologia?

  • quando non è più svago;

  • quando si spende più del denaro disponibile, contraendo anche debiti;

  • quando non si riesce più a controllare il desiderio di giocare;

  • quando si diventa irritabile se non si gioca o se si perde al gioco;

  • quando si mente per giocare;

  • quando si torna a giocare per recuperare le perdite;

  • quando si pensa al gioco quale attività più desiderata;

  • quando si trascurano la famiglia, gli amici e la propria persona.

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